venerdì, 15 agosto 2008

LaVitaGiocoLA VITA E' UN GIOCO

Id. 2000

Regia di Fabio Campus

Cast: Bebo Storti - Sabina Began - Niki Giustini - Graziano Salvatori - Piero Gremigni - Katia Beni - Antonella Alessandro - Elena Russo

Soggetto di Fabio Campus

Sceneggiatura di Fabio Campus

Direttore della fotografia: Carlo Tafani - Normale a colore

Colonna sonora: Riccardo Eberspacher

Montaggio di PierLuigi Leonardi

Produzione: Videomaura (1999)

Distribuzione: Cdi (2000)

Genere: Commedia - Italia - Colore - 100 minuti - Film per tutti - Nulla osta n 94192 del 26-1-2000

Sinossi: Le ultime e più consistenti perdite al gioco costringono il marchese Bartolomeo Scotti a vendere la bella villa di famiglia. Il futuro si presenta incerto, ma la passione per le scommesse è ancora forte. Bartolomeo, spalleggiato dagli amici Colonnino, Ciotolino e Cartolina, proclama la decisione di andare avanti per prendersi una roboante rivincita. Nonostante l'opposizione delle mogli, scatta il nuovo piano che prevede l'obiettivo di mettere insieme 100 milioni per andare a giocare al casinò di Saint Vincent. Tra partite a poker con commercianti ingenui, scommesse all'ippodromo e sulla Fiorentina, la somma viene messa insieme, e i quattro partono, inventando il motivo di un colloquio di lavoro che Bartolomeo dovrebbe sostenere a Torino. Al casinò il marchese vince una somma consistente e lascia soli gli amici. Sul giornale le mogli leggono la notizia e meditano vendetta. Il giorno dopo Bartolomeo perde tutto, e dice agli altri che è il momento di andare via. Al casinò arrivano le quattro donne, giocano, vincono, incontrano gli sconfitti. Tutti tornano a Firenze, gli amici ora giocano a tombola. Arriva Beatrice, moglie di Bartolomeo, e gli dice di aspettare un bambino. E lui non crede al fatto di avere un erede.

Critica:  Tra una Firenze da cartolina e Saint Vincent, una parolaccia e l'altra, uno sponsor poco occulto e un errore di edizione, c'è ben poca trippa per gatti: la sceneggiatura latita, mentre gli episodi viaggiano in ordine sparso senza preoccuparsi di quel che li precede o che verrà.

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categoria:commedia
martedì, 22 luglio 2008

IL CARTAIOcartaio

Id. 2004

Regia di Dario Argento

Cast: Silvia Rocca - Liam Cunningham - Claudio Santamaria - Adalberto Maria Merli - Cosimo Fusco - Mia Benedetta - Claudio Mazenga - Silvio Muccino - Fiore Argento - Antonio Cantafora - Francesca Guzzo - Giovanni Visentin - Michaela Pignatelli

Soggetto di Franco Ferrini e Dario Argento

Sceneggiatura di Franco Ferrini e Dario Argento

Direttore della fotografia: Benoit Debie - Normale a colore

Colonne sonore: Claudio Simonetti

Montaggio di Walter Fasano

Effetti speciali: Sergio Stivaletti

Produzione : Dario e Claudio Argento

Distribuzione: Medusa

Genere: Thriller - Italia - Colore - 96 minuti - Film vietato ai minori di anni 14

Sinossi: Il Cartaio (che deve il suo soprannome alla sua mania per il gioco delle carte) è uno spietato serial killer che ha ingaggiato con la polizia una mortale partita. Il terreno della sfida - che si gioca a distanza, nello spazio virtuale di Internet - è il video poker. Il cartaio gioca contro gli agenti ed ogni volta c'è in palio una vita umana. La polizia non può fare altro che accettare la sfida.

Critica: "Il film è sciatto, storia e conclusione della storia sono ideate senza novità piuttosto sgangheratamente; non consente dinamicità il fatto che perlopiù tutti stiano ammucchiati intorno a tavoli a guardare i display dei computer; chi ignora il poker non capisce nulla; l'accoppiamento Male + Tecnologia non dà risultati emozionanti. Sono belle certe atmosfere sempre predilette da Dario Argento: città deserte nell'oscurità, piazze buie viste dall'alto, giardini verde cupo, cancelli rugginosi, verzure, petali volteggianti, paure palpitanti." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 30 dicembre 2003)

"'Il cartaio' è il film più riuscito di Argento da anni. Anche se gli sviluppi sono spesso illogici e i caratteri piuttosto convenzionali, tiene bene l'idea del maniaco misterioso che sfida la polizia a partite di videopoker aventi per posta la vita o la morte della sequestrata di turno. Vincente e convincente è l'atmosfera del film, scandito su ritmi tanto tradizionali quanto infallibili. Nel gruppo degli attori spiccano l'irlandese Liam Cunningham, Silvio Muccino in libera uscita dai film del fratello e un autorevole Adalberto Maria Merli come capo della polizia. Sempre coraggiosamente eclettica nelle sue scelte di carriera, Stefania Rocca agisce anche qui in ispirata sintonia con le pulsioni del regista." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 3 gennaio 2004)

Secondo il regista «Qui si parla di quella cosa che non conosce mai crisi, il male. Ma in una dimensione nuova: la tecnologia».
Che sarebbe qui rappresentata da INTERNET,
 strumento attraverso il quale un maniaco delle carte da gioco, detto appunto «il Cartaio», dopo aver rapito le vittime, sfida i poliziotti a videopoker. Se questi non riescono a vincere tre mani di poker su cinque, il destino della vittima è segnato, in diretta telematica. Nel complesso si tratta di uno spunto narrativo piuttosto debole, pretesto per riadattare situazioni già viste in passato (es. il già citato Profondo rosso) e riproporre senza pudore i più noti stilemi del thriller americano e dei polizieschi televisivi: per esempio, si vuol presentare una legnosa Stefania Rocca come la Jodie Foster del Silenzio degli innocenti, si ripropone in tono minore la sfida tra serial killer e poliziotti di Seven e si contornano i comprimari con macchiette ricalcate sulle serie tv, così l’esperto informatico deve essere sovrappeso e demenziale, il medico legale un po’ allucinato, mentre la psicologa enuncia frasi banali spacciate per fine criminologia. Il punto più dolente di questo film non riuscito sono forse proprio i dialoghi, scritti male, recitati peggio, spesso perfino comici. Il Cartaio, insomma, ingigantisce difetti già noti, ma altrove meglio celati, del cinema di Argento (l’imbarazzo nella costruzione narrativa, la ricerca a volte forzata dell’effetto macabro sul pubblico, i dialoghi impunemente improvvisati, la recitazione stranita di molti attori), ma questa volta senza compensarli con genuine invenzioni stilistiche, originalità di visione, mestiere.
E se non è una novità che qualunque thriller sfiori una generica dimensione del Male portando sullo schermo un assassino (ma Argento non ne coglie alcuna implicazione profonda e non traccia psicologie credibili dei protagonisti) anche lo spunto del videopoker è un po’ poco per chiamare in causa la dimensione della Tecnologia, e internet non è poi così centrale nella trama se non si sente il bisogno di fornire alcuna spiegazione tecnica verosimile.
Se a questo si aggiunge che l’identità dell’assassino a molti è chiara sin dalle prime scene (clamoroso autogoal), non resta che consigliare la visione del film soltanto agli irriducibili appassionati di Argento, almeno perché si chiedano quanto ancora gli allori passati possano garantire per lui.

Elementi problematici per la visione: alcune scene splatter e particolarmente brutali, linguaggio a volte esplicito e violento; il film è vietato ai minori di 14 anni.

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categoria:thriller, film peggiori
martedì, 22 luglio 2008

TROPPOBELLITROPPO BELLI

Id. 2005

Regia di Ugo Fabrizio Giordani

Cast: Costantino Vitagliano - Daniele Interrante - Jennifer Poli - Alessandra Pierelli - Chiara Tommaselli - Ernesto Mahieux

Soggetto di Maurizio Costanzo e Stefano Sudrie'

Sceneggiatura di Maurizio Costanzo e Stefano Sudrie'

Direttore della fotografia: Marcello Montarsi - Normale a colore

Montaggio di Paolo Benassi

Colonna sonora: Gigi D'Alessio e Adriano Pennino

Scenografie di Mariangela Capuano

Produzione: Rodeo Drive

Distribuzione: Medusa

Genere: Orrore - Italia - 2005 - Film per tutti - 90 minuti

Sinossi: Costantino e Daniele sono due amici per la pelle che, essendo molto belli, hanno un notevole successo con le ragazze. Aspirano ad entrare nel mondo del cinema e l'occasione si presenta loro quando conoscono Valeria, modella e attrice, che offre ad entrambi l'opportunità di conoscere il dottor Giampalmi, potente agente cinematografico. In realtà, il presunto agente altri non è che il padre di Valeria che ha organizzato con la figlia una truffa ai danni della coppia di sventurati aspiranti attori...

Critica: Costantino e Daniele sono due giovanotti tra i venticinque e i trenta anni che vivono alla periferia di una città italiana qualsiasi. Sono molto, molto belli, dunque a che cosa aspirano? A “fare del cinema”. Intanto si arrabattano con lavoretti precari, ragazze di piccole virtù e fidanzatine carucce finché nella loro vita entrano un falso agente d'attori e sua figlia Valeria, anche lei senza scrupoli, che li coinvolgono in una grossa truffa. Tutto, però, s'aggiusta e il sogno diventa realtà. È un sogno che, nella situazione dell'Italia postmoderna e postindustriale di Berlusconi, si era già avverato per la coppia C. Vitagliano-D. Interrante. Tenuti a battesimo e lanciati in Tv da Maria De Filippi e Maurizio Costanzo, fatta la trafila nel sottobosco delle discoteche, sono diventati due idoli del vidiota pubblico giovanile perché, con quel look da tipi che hanno capito benissimo l'aria che tira, “rispecchiano in modo adeguato un paese senza più capacità di creare valore aggiunto, che si autoconsuma” (Edmondo Berselli). Il richiamo a Poveri ma belli (1956) sembra, ma non è, presuntuoso. Indica il degrado della società italiana in mezzo secolo. Distribuito dalla potente Medusa.

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categoria:film peggiori, de- profundis cinematografico
martedì, 22 luglio 2008

THUNDERthunder2yl5

Id. 1983

Regia di Larry Ludman ( Fabrizio De Angelis)

Cast: Bo Svenson - Mark Gregory - Valeria Ross - Michele Mirabella - Paolo Malco - Raimund Harmstroft -

Soggetto di Dardano Sacchetti

Sceneggiatura: Dardano Sacchetti e Fabrizio De Angelis

Direttore della fotografia: Sergio Salvati - Schermo panoramico a colore

Colonne sonore: Francesco De Masi

Produzione: Fabrizio De Angelis per Fulvia Film

Distribuzione: Fulvia film

Genere: Azione - Italia - Colore - 1983 - 90 minuti - Film per tutti

Sinossi: Un giovane pellerossa dei nostri giorni, Thunder, torna a casa dopo una lunga assenza, ma trova molte cose cambiate. In aperta violazione col trattato firmato, un secolo prima, da suo nonno con il Governo degli Stati Uniti, sulla collina dei Corvi, dove si trova il cimitero della sua tribù, una squadra di operai sta distruggendo tutto per costruirvi un osservatorio. Dopo uno scontro con gli operai, Thunder si reca in paese per far valere i suoi diritti, ma lo sceriffo gli consiglia di tenersi alla larga, e gli intima di non tornare più in, paese. Mentre torna a casa, gli operai del cantiere lo trovano e lo picchiano ferocemente, e quando Thunder va dallo sceriffo per denunciare il fatto, viene picchiato ancora una volta dagli aiutanti dello sceriffo. Sfuggito ai suoi aguzzini, Thunder ruba in un supermercato arco e frecce, e si nasconde sulla collina deciso a difendere il cimitero della tribù. La caccia all'uomo che si scatena è spietata, ma il giovane indiano riesce, grazie alla sua astuzia, a non farsi catturare, e uno dopo l'altro mette fuori combattimento gli uomini che lo cercano, senza ucciderli; anzi, ad uno di loro salva la vita. Mentre un giornalista si adopera per fare della vicenda un caso nazionale facendo assurgere Thunder al ruolo di eroe, la caccia si inasprisce: nell'incendio del cimitero muore un vecchio indiano, mentre gli operai del cantiere rapiscono la fidanzata di Thunder, Sheela, per attirare l'indiano. Il giovane, però, liberata la ragazza, si impadronisce di un buldozer e, arrivato in paese, rade al suolo la stazione di polizia e la banca. Qui, nel bel mezzo di un incendio, viene fatto fuggire dal poliziotto a cui aveva salvato la vita il quale, facendo credere allo sceriffo che l'indiano è perito nell'incendio, permette a Thunder e Sheela di andare altrove per rifarsi una vita.

Critica: Un buon film d'azione "made in Italy" sulla falsa riga di Rambo. (Teletutto).
Primo episodio di una nostrana serie rambesca, dove l'azione è padrona assoluta, a scapito dello spessore psicologico dei personaggi, che sembrano scolpiti con la scure. Per adolescenti esaltati. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

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categoria:azione
lunedì, 21 luglio 2008

52pickupmz852 GIOCA O MUORI

Titolo originale: 52 Pick- Up (1986)

Regia di John Frankenheimer

Cast: Roy Scheider - Ann-Margret - Vanity (D.D. Winters) - John Glover - Kelly Preston - Clarence Williams III - Robert Trebor - Doug McClure

Soggetto di Elmore Leonard - Tratto dal suo romanzo

Sceneggiatura: Elmore Leonard e John Stepping

Direttore della fotografia: Jost Vacano - Normale a colore

Colonna sonora: Gary Chang

Montaggio di Robert F. Shugre

Produzione: Yoram Globus e Menahem Golan per Cannon

Distribuzione: Warner Bros

Genere: Thriller  - Stati Uniti - Colore - 100 minuti - 1986 - Film vietato ai minori di anni 14

Sinossi: Harry Mitchell, un industriale di Los Angeles, è incappato per sua disgrazia in un terzetto di ricattatori, i quali sono in possesso di due videocassette: nella prima egli è stato ripreso in un motel insieme ad una fotomodella (complice del gioco, ma lui lo apprenderà troppo tardi), che 'altro è, se non una banale ed occasionale avventura; nella seconda, lo si farà assistere alla spietata uccisione della ragazza ad opera della stesso trio di canaglie, con la pistola di Harry che gli è stata rubata. Tutto ciò è alla base dell'odioso e pesantissimo ricatto (denaro a rate, ma a vita, pena lo scandalo) che, tra l'altro, capita a Mitchell, proprio mentre la moglie Barbara ha deciso di darsi alla politica. Confidatosi francamente con lei da prima umiliata e sconvolta, ma presto intenzionata ad aiutare il marito, rinunciando ovviamente ai propri programmi - Mitchell, senza a denunciare alla Polizia locale - comincia ad indagare per suo conto. Scopre così che i ricattatori - il perverso e cinico Alan Raimy, il fragile Leo Franks ed il crudele Jim O'Boyle - vivono sfruttando il vizio, gestendo un pornolocale da cui traggono facili guadagni. Mitchell riesce a strappare qualche indizio da Doreen, una bella ragazza sfruttata da O'Boyle e amica della defunta fotomodella. Contatta volta a volta i singoli soci della macchinazione, rientrando nel suo piano di insospettirli ed aizzarli l'uno contro l'altro, con la promessa di versare subito tutti i suoi averi: cinquantaduemila dollari. Ucciso Leo dal gigantesco Jim e quest'ultimo da Alan (che intanto ha sequestrato, drogato e violentato Barbara) Mitchell decide di vendicarsi di Alan: gli consegna tutto il proprio denaro, più la sua Jaguar, che carica di esplosivo. Darà la morte al perverso Raimy.

Critica: Lo spunto del romanzo di Elmore Leonard (Sperling & Kupfer) può sembrare ingegnoso, ma fa scivolare subito la vicenda in quell'incredibilità che per le storie di “suspense” è il bacio della morte. C'è una sola situazione originale: quando l'industriale trascina in fabbrica il suo persecutore per fargli constatare, bilanci alla mano, che non può pagare più di 52 mila dollari una tantum. Subito dopo Roy Scheider deve trasformarsi in un ammazzasette, rivaleggiando in fantasia morbosa e crudeltà con i gangster, mentre la povera Ann-Margret viene trascinata senza colpa nella mischia e conciata per le feste. 52 - Gioca o muori porta la firma di Frankenheimer, in altri tempi considerata una garanzia. È il tipico esempio di un film, che vende ciò che pretende di denunciare: scorci di dolce vita californiana agli ultimi livelli del degrado, visioni di porno-cinema, violenza da manicomio criminale tutta sopra le righe. In un simile contesto si può al massimo restar colpiti dalla qualità degli effetti speciali; ma il fattore umano diventa del tutto irrilevante, a cominciare dalla presenza degli attori. Scheider sembra preoccupato solo delle rughe e dell'efficienza fisica, ma se volesse tentare un'interpretazione del personaggio non saprebbe a che cosa appigliarsi. Anche una buona attrice come Ann Margret ha ben poco da fare e sulla congrega dei cattivi, tracotanti e manierati, scenda un pietoso velo.

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categoria:thriller
lunedì, 21 luglio 2008

MANHATTAN BABYManhattan baby

Id. 1982

Regia di Lucio Fulci

Cast: Christopher Connelly - Martha Taylor - Brigitta Boccoli - Giovanni Frezza - Cinzia De Ponti - Cosimo Cinieri - Carlo De Mejo - Lucio Fulci

Soggetto di Dardano Sacchetti e Elisa Livia Briganti

Sceneggiatura: Dardano Sacchetti e Elisa Livia Briganti

Direttore della fotografia: Guglielmo Mancori - Schermo panoramico a colore

Colonna sonora: Fabio Frizzi e Francesco De Masi

Montaggio di Vincenzo Tomassi

Produzione: Fabrizio De Angelis per la Fulvia Film

Distribuzione: General

Genere: Orrore - Italia - Colore - 1982 - 90 minuti - Film vietato ai minori di anni 14

Sinossi: Susy, una bimba newyorchese di una decina d'anni, si reca in Egitto con la mamma giornalista e il papà archeologo, studiosi di antichità egiziane. Rimasta momentaneamente sola in una moschea, viene avvicinata da una strana megera, che le mette nella mano un ciondolo esotico, nel quale è incastonata una pietra turchina dicendole: "Le tombe sono dei morti", proprio mentre il padre sta esplorando il sepolcro di Abumbenor, leggendario "spirito del male" vissuto millenni prima dell'inizio delle dinastie faraoniche. Ritornata a New York con i suoi, la bimba si rivela - suo malgrado - portatrice di poteri malefici legati al ciondolo maledetto, poteri che scatenano ogni sorta di calamità, che culminano in un orrendo finale.

Critica: Lucio Fulci, piccolo specialista di horror molto apprezzati in quel di Francia, confeziona anche questa volta un film con tutti gli orrori al loro posto. (Segnocinema)

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categoria:orrore
domenica, 20 luglio 2008

barbara steeleI MANIACI

Id. 1964

Regia di Lucio Fulci

Cast: Barbara Steele - Walter Chiari - Enrico Maria Salerno - Raimondo Vianello - Sandra Mondaini - Franco Franchi - Ciccio Ingrassia - Franca Valeri - Umberto D' Orsi - Nico Fidenco - Margaret Lee

Soggetto di Castellano e Pipolo

Sceneggiatura di Vittorio Vighi - Ugo Guerra - Castellano e Pipolo - Lucio Fulci

Direttore della fotografia: Riccardo Pallottini - Bianco e nero - normale

Colonna sonora: Ennio Morricone

Montaggio di Ornella Micheli

Produzione: Giancarlo Marchetti per Hesperia cinematografica

Distribuzione: Astoria(1964)

Genere: Commedia - Italia - 1964 - Bianco e nero - Film per tutti - 90 minuti

Sinossi: Il film si compone di una lunga serie di episodi, molti dei quali brevissimi, dedicati alle manie oggi predominanti: quella degli oggetti antichi, dello strip-tease, delle cambiali, dello sport, della letteratura, della politica ecc. facendo di queste disparate e numerose mode di oggi oggetto di satira o, più semplicemente, spunto per battute umoristiche.

Critica: "Una serie di brevi sketch abbastanza divertenti imperniati sulle manie, non ultima quella per il sesso, di alcuni personaggi rappresentativi della società italiana". (Anonimo, "Intermezzo, 7/8, agosto 1965)

"Non si tratta di un film di critica, ma di antologia che, di tanto in tanto, offre lo spunto per qualche risata, per lo più dovuta alla recitazione degli attori. Di mestiere la regia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 55, 1964)

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categoria:commedia
giovedì, 17 luglio 2008

LO STRANIERO SENZA NOMEstraniero

Titolo originale: The High Plans drifter (1973)

Regia di Clint Eastwood

Cast:  Verna Bloom - Marianna Hill - Mitch Ryan - Stefan Gierash - Walter Barnes - Scott Walker - Billy Curtis

Sceneggiatura di Ernest Tidyman

Direttore della fotografia: Bruce Surtees - Schermo panoramico - A colore

Colonna sonora: Dee Barton

Montaggio: Ferris Webster

Produzione: Malpaso

Distribuzione: Cic

Genere: Western - Stati Uniti - Colore - Film vietato ai minori di anni 14 - 106 minuti circa

Sinossi: Gli abitanti di un paesino minerario assoldano un pistolero per difendersi da tre criminali che vogliono vendicarsi di essere stati condannati alla galera dopo aver ucciso lo sceriffo.

Critica: "Primo western diretto da Clint Eastwood, che fece uso non molto produttivo delle esperienze italiane con Sergio Leone. Molta violenza, qualche buona trovata scenografica. In sostanza, un film non riuscito." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

"Usando come ingredienti principali sesso e violenza, l'abile Eastwood, regista di se stesso, centra il film sulla volontà di vendetta che assilla il personaggio. Buoni momenti di tensione e vigore drammatico." (Laura e Morando Morandini, Telesette)

"Bizzarro e avvincente western dell'esordiente regista Clint Eastwood nell'evidente scia del maestro Sergio Leone. Psicologicamente rozzo, rimpinzato di violenze, prende spunto qua ('Mezzogiorno di fuoco') e là ('I magnifici sette'), aggiungendoci umorismo nero e inconsueti elementi fantastici. Dialoghi che più stringati non si può, parlano, anche troppo, le pistole." (Massimo Bertarelli, "Il Giornale", 23 settembre 2004)

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categoria:western
giovedì, 17 luglio 2008

DETOFFEDJANGO IL BASTARDO

Id. 1969

Regia di Willy Regan S. (Sergio Garrone)

Cast: Antonio De Teffe' - Jean Louis - Paolo Gozlino - Lu Kamante - Emy Rossi Scotti - Furio Meniconi

Scritto da Sergio Garrone e Antonio De Teffe'

Direttore della fotografia: Gino Santini - Schermo panoramico a colore

Colonne sonore: Vasco Mancuso

Montaggio: Cesare Bianchini

Produzione: Sepac Tigielle 33

Distribuzione: P.A.C.

Genere: Western - Italia - Colore - 99 minuti - Film per tutti - nulla osta n 54965 del 6 - 11 - 69

Sinossi: Durante la guerra di secessione, il tradimento di tre ufficiali sudisti consente alle truppe nordiste di massacrare un intero reparto nemico. L'unico superstite della strage, Django, finita la guerra si mette alla ricerca dei tre traditori, deciso a vendicare la morte dei compagni. Eliminati due dei responsabili, Django si accinge a regolare i conti con il terzo, Rod Murdock, il quale, terrorizzato dalla sorte toccata ai suoi colleghi, affida la difesa della propria incolumità a una nutrita schiera di "pistolero". Benché solo, Django, facendo appello a tutta la sua astuzia e la sua abilità, riesce ad eliminare un considerevole numero di avversari: allorché i pochi sopravvissuti ritengono opportuno abbandonare il campo per salvare la propria vita, Murdock si vede costretto ad affrontare da solo lo spietato rivale e soccombe al termine di un accanito duello.

Critica: "Django il bastardo", si è ritagliato nel tempo un seguito di culto, dovuto alla singolare figura del protagonista, sorta di ritornante e spettrale presenza, che terrorizza gli avversarsi ai quali viene mostrata una croce che ne annuncia la morte. L'essenza soprannaturale di Django, interpretato dall'italo-brasiliano Anthony Steffen(dopo Franco Nero il Django preferito dagli appassionati), viene suggerita sin dalle prime immagini che ritraggono il killer, vestito con un poncho e cappellaccio neri, aggirarsi come un fantasma; il regista Sergio Garrone, qui probabilmente nel suo migliore film, imbastisce anche singolari e pregevoli inquadrature.

Curiosita':  Si ritiene che "Lo straniero senza nome"(1973) di C.Eastwood , anche dalle parole dello stesso Clint, altro non sia che un remake di "Django il bastardo".

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categoria:western
giovedì, 17 luglio 2008

L' ALA O LA COSCIAcoluche01

Titolo originale: L'aile ou la cuisse (1976)

Regia di Claude Zidi

Cast: Louis De Funes - Coluche - Claude Gensac - Julien Guimar - Vittorio Caprioli - Raymond Bussieres - Ann Zacharias

Soggetto di Michel Fabre e Claude Zidi

Sceneggiatura di Claude Zidi e Michel Fabre

Direttore della fotografia: Claude Renoir - Schermo panoramico a colore

Colonna sonora: Vladimir Cosma

Montaggio di Robert Isnardon e Monique Isnardon

Produzione: Christian Flechner

Distribuzione Cineriz

Genere: Commedia - Francia - 1976 - 110 minuti - colore - Film per tutti - Eastmancolor

Sinossi: Charles Duchemin, editore dell'omonima guida gastronomica - in grado, assegnando una «stella» in più o in meno, di far la fortuna o di distruggere la reputazione di un ristorante - scopre, sguinzagliando suo figlio Gérard sulle tracce di un ladro penetrato nella redazione della «guida», che l'industriale Jacques Tricatel, autodefinitosi come il «Napoleone del mangiare pronto», ma i cui cibi preconfezionati puzzano di frode lontano un miglio, sta per acquistare una catena di rinomati ristoranti. Per smascherarlo agli occhi della Francia, Duchemin convince il redattore di una famosa rubrica televisiva a organizzargli un incontro faccia a faccia con lui. Tricatel corre ai ripari dapprima tentando di screditare Duchemin, cui una malaugurata indigestione ha tolto il senso del gusto, e, poi, di sbarazzarsi per sempre sia di lui che di Gérard. Sfuggiti al rischio di essere trasformati in scatolette di carne, però, Duchemin e il figlio proveranno clamorosamente a milioni di francesi la fondatezza delle loro accuse a Tricatel

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categoria:commedia
martedì, 15 luglio 2008

AlfredHitchcock  _origL' ORA DI HITCHCOCK

Episodio: PIOGGIA INDISCRETA

Titolo originale: Bonfire (1962)

Regia di Joseph Pevner

Cast: Alfred Hitchcock - Peter Falk - Dina Merrill - Patricia Collinge - Anthony Spinelli

Scritto da V. S. Prichtett

Adattato per la televisione da Alfred Hayes e William D. Gordon

Direttore della fotografia: William Marguiles - Bianco e nero - Normale

Montaggio Edward W. Williams

Produzione: Joan Harrison

Trasmesso il 13 dicembre 1962 negli Stati Uniti

Telefilm - Stati Uniti - Bianco e nero - 60 minuti circa -

Sinossi: Dopo la morte della vecchia zia, una giovane ragazza, arriva in una sonnolente cittadina. Qui viene aiutata ad integrarsi da un premuroso predicatore.

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categoria:telefilm
martedì, 15 luglio 2008

LO SQUARTATORE DI NEW YORKsquartatore

Id. 1982

Regia di Lucio Fulci

Cast: Almanta Keller (Almanta Suska) - Jack Hedley - Howard Ross (Renato Rossini) - Andrea Occhipinti - Alexandra Delli Colli - Paolo Malco - Cinzia De Ponti - Cosimo Cinieri - Daniela Doria - Zora Kerova - Lucio Fulci

Scritto da Gianfranco Clerici - Lucio Fulci - Vincenzo Mannino - Dardano Sacchetti

Direttore della fotografia: Luigi Kuveiller - Schermo panoramico A colore

Colonna sonora: Francesco De Masi

Montaggio Vincenzo Tomassi

Produzione: Fabrizio De Angelis per Fulvia film

Distribuzione: Cinematografica 77

Genere: Thriller - Italia - 1984 - colore - 92 minuti - Film vietato ai minori di anni 18

Sinossi: Un misterioso maniaco semina il panico a New York uccidendo esclusivamente donne bellissime e sole. Unico indizio la curiosa abitudine del killer di terrorizzare le vittime con telefonate minatorie in cui imita la voce di Paperino. Quando l'ispettore Williams si mette sulle sue tracce, l'assassino inizia un crudele gioco psicologico che culminerà con l'assassinio di una prostituta, amante di Williams.

Per cercare di risolvere il caso la polizia chiede anche aiuto a un famoso psicologo che successivamente scopriamo essere un gay represso, e su cui si concentreranno i primi sospetti. Dopo un clamoroso colpo di scena si scoprirà che l'assassino è tutt'altra persona.

Analisi: Il film è facilmente accusabile di misoginia, dato che il maniaco infierisce brutalmente solo sulle donne e non c'è un singolo ruolo positivo interpretato nel film da donna (ma a ben guardare nel film non ci sono ruoli positivi "tout court"). Inoltre, la New York dipinta nel film è un tremendo inferno, in cui le pulsioni principali sono quelle sessuali (spesso distorte), in cui tutti hanno scheletri nell'armadio da nascondere e dove la "legge del più forte" vige incontrastata, perfino per i bambini. Emblematico il finale del film, in cui il classico "il mostro è morto" viene ribaltato in un'atroce "vittoria di Pirro". Si dice che l'estrema negatività del film sia dovuta al periodo di dure tensioni familiari vissute dal regista. In conclusione questo è il film più pessimista e cupo di Fulci, uno spietato ritratto di una società ormai malata e marcia dentro.

Critica: Serie di efferati omicidi a New York: le vittime sono tutte donne, il maniaco rivendica i delitti telefonando con la voce di Paperino, la polizia brancola nel buio e il pubblico si annoia.

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categoria:thriller
domenica, 13 luglio 2008

10piccoliDIECI PICCOLI INDIANI

Titolo originale: Ten little indians (1965)

Regia di George Pollock

Cast: Hugh O'Brian - Shirley Eaton - Fabian - Leo Genn - Stanley Holloway - Wilfrid Hyde-White - Daliah Lavi - Dennis Price - Mario Adorf - Marianne Hope

Scritto da Harry Alan Towers - Peter Yeldham - Da una sceneggiatura del 1945 di Dudley Nichols

Tratto dal romanzo "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie

Direttore della fotografia: Ernest Steward

Montaggio di Peter Boita

Colonna sonora: Malcolm Lockyer

Produzione: Harry Alan Towers

Distribuzione: Regionale

Genere: Giallo - Bianco e nero - 1965 - 90 miniuti circa - Film per tutti - Gran Bretagna

Sinossi: Dieci persone, tre donne e sette uomini, vengono invitate, con diversi pretesti, ad un party da un misterioso individuo, il signor Owen. Nel giorno stabilito si trovano tutti in un castello, situato in cima ad una montagna, raggiungibile soltanto mediante una funivia, che per i due giorni successivi non sarà in funzione. Bloccati nel castello, i dieci sono in attesa del padrone di casa ma al suo posto, nella grande sala in cui sono riuniti, si ode improvvisamente una voce proveniente da un registratore che con incredibile precisione narra la storia di ognuno degli invitati, accusandoli di aver compiuto, nel corso della propria vita, una serie di misfatti rimasti impuniti. Ciascuno tenta una precipitosa autodifesa ma, con l'andar del tempo, sette invitati, subito dopo aver riconosciuto la propria colpevolezza, vengono misteriosamente assassinati. I superstiti cercheranno di individuare la vera identità del loro misterioso ospite.

Critica: Rigidamente ancorato ad una traduzione superficiale del romanzo, il lavoro non riesce a creare l'atmosfera di suspance, propria del giallo, per la assoluta mancanza di preparazione di colpi di scena, che si susseguono meccanicamente, quasi previsti, risultando un insieme macchinoso e privo di ritmo. ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 59, 1966)

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categoria:giallo
domenica, 13 luglio 2008

LA CASA 5La Casa 5

Id. 1990

Regia di Clyde Anderson (Claudio Fragasso)

Cast: David Brandon - Barbara Bingham - Gene LeBrock - Michael Stephenson - Theresa Walker - Stephen Brown - Mary Coulson

Scritto da Drago Floyd (Claudio Fragasso) e Sarah Asproon (Rossella Drudi)

Direttore della fotografia: Larry Fraser - panoramico a colore

Montaggio Kathleen Stratton (Rosanna Landi)

Colonna sonora: Carlo Maria Cordio

Costumi: Laura Gemser

Produzione: Aristide Massaccesi per Filmirage

Distribuzione: Artisti Associati

Genere: Orrore - Italia - 1990 - colore - 90 minuti circa - Film vietato ai minori di anni 14

Sinossi: Condannata alla sedia elettrica per una strage di bambini, Bette dichiara ghignando a Padre George, andato in cella per confessarla, che lei è una strega che venera Amet, un démone: indi mette nelle mani del sacerdote la propria vecchia bibbia demoniaca. Il sacerdote sconvolto dismette la tonaca e diventa un invasato, senza tuttavia perdere del tutto le più profonde radici della Fede. Quasi allo stesso tempo, il reverendo Jonathan, rettore di una grande Chiesa, fa installare il pastore Peter con la moglie Annie e due bambini (Martin e Carole) in una villa del bosco vicino alla città. I due religiosi apprendono ad un certo momento che l'edificio sorge sul lago dove tanto tempo prima vennero bruciate venti donne accusate di stregoneria. Peter e i suoi cari sono subito impauriti da una serie di strani fenomeni (coltelli che volano per aria, megere-zombi velate di nero che appaiono qua e là, gemiti e stridori). Poi Martin viene catturato, portato all'inferno il cui accesso è un buco situato in una delle stanze della villa e là le forze del Male si impossessano della sua anima. Il pastore va a riprenderne il corpo, diventato come passivo e inerte, mandano moglie e figlia da padre Jonathan. Presentatosi il loco Padre George (ex-compagno di seminario) per aiutare l'altro, i due decidono per l'esorcismo. Martin è riportato in vita, ma il prete invasato vuole affrontare una volta per tutte Amet, mentre Bette in gramaglie circola per casa e emette urla stridenti e anatèmi, imponendo a George di rinnegare Cristo e adorare il démone e legando il bambino ad una sedia elettrica per farlo sprofondare in eterno. George, benché colpito e rantolante, continua ad affermare che Dio esiste; il suo compagno lo accompagna con la benedizione verso la luce eterna, apprestandosi a strappare Martin dalla sedia ed a fuggire con lui. Ma ecco che anche il pastore viene posseduto (i suoi occhi, diventati chiari e gelidi come quelli di Martin, stanno a dimostrarlo): la moglie Annie, tornat a all'infausto domicilio, riesce ad impedire l'assassinio del figlio offerto in olocausto, grazie anche al sacrificio di Padre Jonathan, che nella sua Chiesa muore dopo aver esorcizzato a sua volta il démone. La famigliola terrorizzata, ma ora riunita fugge in auto dalla casa maledetta, che si trasforma in un rogo, in cui periscono finalmente Bette e le sue compagne.

Critica: "Produzione a basso costo e a basse idee. Scena clou dell'esorcismo senza effetti speciali ma tutto rito e formule sacre. Sorpresina per i fedelissimi dopo i titoli di coda, ma quanta strada tutti dossi e tornanti per giungere sul brevissimo rettilineo del brivido!" (Segnocinema).

Sicuramente la miglior prova di Fragasso in campo horror… (Il cancello)

Nessun legame con la serie realizzata negli Stati Uniti da Sam Raimi: Clyde Anderson è l'italianissimo Claudio Fragasso che copia con un certo talento i luoghi comuni degli horror più recenti.

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categoria:orrore
venerdì, 11 luglio 2008

zombi3ZOMBI 3

Id. 1988

Regia di Lucio Fulci (?) ....Sostituito in corsa da Bruno Mattei e Claudio Fragasso

Cast: Deran Sarafian - Beatrice Ring - Ottaviano Dell'Acqua - Massimo Vanni - Ulli Reinthaler - Marina Loi - Luciano Pigozzi - Deborah Bergamini - Mike Monty

Soggetto di Claudio Fragasso e Rossella Drudi (Non accreditata)

Sceneggiatura di Claudio Fragasso

Direttore della fotografia: Riccardo Grassetti - Normale a colori

Montaggio Alberto Moriani

Colonna sonora: Stefano Mainetti

Produzione Franco Gaudenzi per Flora Film

Distribuzione: DMV

Genere: Orrore - Italia - 1988 - Colore - Film vietato ai minori di anni 14

Sinossi. In un laboratorio di ricerche batteriologiche, in una base militare americana, tutto è top secret: una équipe è impegnata da tempo su di un virus potentissimo (il death-I), ma dei terroristi rubano un cofano con una fiala. Chi la porta viene mitragliato da un elicottero militare: le sue ferite si infettano e il disgraziato va a morire in un motel, dopo avere infettato e barbaramente assassinato una cameriera. Purtroppo le ceneri del morto (il comandante della base lo ha fatto subito cremare) ed il fumo stesso dispersosi nell'aria diffondono il contagio; perfino gli uccelli vengono contaminati e, come impazziti creano altri guai. Tutta la zona viene stretta da un ferreo cordone sanitario, poiché all'interno si aggirano uomini non solo infettati, ma ormai resi feroci e cannibali. L'ordine superiore è di sterminare tutti: zombi, turisti e residenti, in contrasto con le vedute del direttore del laboratorio, il quale ritiene che per il flagello non vi sia altra soluzione che un valido antidoto. Mentre i morti risuscitano, avidi di aggredire e di cibarsi di qualche malcapitato, tre militari in permesso per il week-end ed alcuni ragazzi e ragazze in gita, accompagnatisi per strada al terzetto, si trovano a contatto con questi esseri mostruosi: nel tentativo di scappare, dapprima si rifugiano in case abbandonate, sparando a vista (hanno trovato delle armi) sugli zombi poi vengono tallonati dai soldati in tuta e maschera della squadre di decontaminazione. Nessun antidoto è per il momento scoperto. A veder atrocemente morire ad uno ad uno i compagni di una fine settimana che si presentava come spensierato restano solo Patricia e Kenny, miracolosamente indenni e salvi su di un provvidenziale elicottero. La radio locale, di solito emittente canzoni allegre ed ora adibita a luttuosi comunicati, rivela fattezze orrende: quelle di uno zombi infiltrato, preannunciante un lugubre destino alla Umanità.

Critica: Indigeribile rimasticatura dei film sugli zombi, con l'abusato spunto fantapolitico della mutazione causata dal contagio batteriologico, attribuibile a Mattei e Fragasso (riconoscibili nella scena della cremazione del cadavere) che sostituirono Lucio Fulci alla regia, temporaneamente assente per motivi di salute.

Curiosita':: Fischi sonori da parte del pubblico al Fantafestival  di Roma.

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categoria:orrore